La parlamentare europea Alfano chiede il ban di Mafia 2

La parlamentare europea Sonia Alfano, ha espressamente richiesto al governo di Bruxelles la valutazione di un ban permanente su tutto il territorio dell’Unione del gioco Mafia 2 di Take-Two.

Sonia Alfano, è la figlia del giornalista Giuseppe, brutalmente ucciso dalla mafia siciliana nel 1993 in seguito al suo impegno nella stesura di approfondite inchieste sull’influenza e il potere di Cosa Nostra nella vita politica, sociale ed economica in Italia.

La parlamentare è da sempre impegnata in iniziative a rappresentanza delle famiglie delle vittime del crimine organizzato ed è anche presidente dell’Associazione Italiana vittime di Mafia. Secondo la Alfano, il videogame Mafia 2, nel quale il videogiocatore accompagna le gesta di un immigrato italiano in una fittizia New York del dopo-guerra per tutta la sua carriera da piccolo teppista mafioso a boss di un potente clan, risulta “doloroso, e non è possibile permettere che ciò accada”.

La richiesta del ban di Mafia 2 non è affatto inedita. Al momento dell’uscita del videogame, circa quattro mesi fa, fu una stessa associazione di rappresentanza degli italo-americani in USA chiamata UNICO a domandare delle sanzioni per la software house Take-Two a causa del presunto razzismo e di un intero arsenale di pregiudizi anti-italiani di cui Mafia 2 sarebbe stato pieno.

Alan Lewis, vice presidente per l’ufficio delle comunicazioni pubblicitarie e relazioni pubbliche di Take-Two, ha sempre difeso a spada tratta Mafia 2 definendolo una “coinvolgente storia sul crimine organizzato in America, un tema che negli anni passati è sempre stato trattato anche nella letteratura e nel cinema, in quest’ultimo caso ricevendo premi e riconoscimenti importanti nel caso di produzioni come la saga del Padrino o quella televisiva della famiglia Soprano.”

E’ interessante, nell’articolo del sito Bloomberg.com che ha riportato tale notizia, l’intervento di William Lugo, professore di sociologia alla  Eastern Connecticut State University di Willimantic, secondo cui l’attuale legislazione di controllo dell’americana Enterntainment Software Rating Board (ESRB) possiede una scala di valutazione del soli parametri riconducibili a espressioni di violenza nei videogames, e non valuta invece efficacemente altri tipi di contenuti: “Gli unici messaggi veicolati nei videogiochi soggetti a regolamentazione sono quelli riguardanti il loro livello di violenza; altri messaggi ben più complessi e articolati come questioni razziali, politiche, o in questo caso di Mafia sono attualmente fuori dalla responsabilità attribuita alle compagnie che producono videogiochi”

Secondo Lugo l’industria videoludica potrebbe divenire progressivamente più attenta alla trattazione di certe tematiche nel corso della sua maturazione. “Il problema specifico di Mafia 2″, dice Lugo, “è che, seppur momentaneamente, fa sì che il giocatore si identifichi con dei brutali assassini. Dal punto di vista di chi ha subito violenze in prima persona da coloro che in una storia del genere vengono identificati come protagonisti, ciò può risultare terrificante”

fonte: http://www.bloomberg.com/news/2010-12-16/mafia-victim-families-complain-as-violent-video-games-increase.html

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Informazioni su Daniele Mancuso

Responsabile editoriale di UnlimitedAmmo