
Il protagonista di Deus Ex: Human Revolution, in uscita nel 2011
La Game Writer Mary DeMarle, principale sceneggiatrice dell’attesissimo Deus Ex: Human Revolution di Square-Enix, ha dichiarato durante un’intervista a Gamesindustry.biz che il valore della narrativa dei videogiochi non è dovutamente riconosciuto dall’industria.
“Molto spesso alcune persone ritengono che scrivere un soggetto significhi semplicemente sedersi davanti ad una tastiera ed in iziare a battere i tasti, così nel giro di un’ora uscirà magicamente fuori un dialogo tra personaggi. Non funziona affatto in tal modo”, spiega la DeMarle, “Semmai ci sono tante persone che lavorano frettolosamente credendosi degli scrittori e non lo sono; d’altra parte anche i veri professionisti del game writing dovrebbero rendersi conto che essi non sono gli unici responsabili della stesura della storia di un videogame. La storia di ogni gioco, infatti, è elaborata dinamicamente da ogni membro del team di sviluppo, dai level designers agli animatori, agli attori… è questo il sistema tramite il quale ogni soggetto narrativo si arricchisce di dettagli, diventando ben di più di una semplice sequenza di dialoghi”.
L’errore a volte commesso da un game writer, secondo DeMarle, è che egli è in talune circostanze portato a credere di essere stato coinvolto in un determinato progetto in qualità di unica figura autorevole per la creazione e la discussione di una storia, e ritenendo che l’intero team di produzione sia disposto ad ascoltare ogni suo singolo suggerimento come chiave per il successo di un gioco. Ciò non può essere vero, spiega DeMarle, poiché in un Team ognuno possiede delle idee di grande valore, idee che possono essere inserite con successo nella narrazione, né più né meno di come fa un Game Writer.
La scrittrice di Deus Ex: Human Revolution si è poi espressa in maniera piuttosto critica sull’importanza eccessiva attribuita al premio annuale della Writers Guild Of America relativa ai lavori per i videogames: “Mi manda letteralmente in bestia perché è una specie di club chiuso all’esterno: se vuoi presentare un tuo lavoro da sottoporre come candidato per il premio, devi prima pagare una retta per l’iscrizione alla Gilda; praticamente qualunque buono o buonissimo lavoro scritto da qualcuno che non fa parte del ‘club’ rimane fuori da ogni possibilità di premiazione. Ovviamente loro hanno il diritto di fare in questa maniera, proprio perché sono una Gilda e perché il loro premio costituisce una notevole motivazione per i propri membri, ma allo stesso tempo il loro premio non ha e non può avere alcun valore universale nel campo del Game Writing. La Writers Guild Of America non rappresenta in nessun caso il migliore tra tutti i prodotti di scrittura realizzati ogni anno nel videogaming”.
L’intervista a Mary DeMarle presenta anche interessanti spunti sul soggetto del nuovo Deus Ex; chiunque sia interessato può leggere l’intera sessione di domande e risposte presso il seguente link: http://www.gamesindustry.biz/articles/2011-02-03-deus-ex-franchise-evolution-interview






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