Per un certo periodo della mia vita, approssimativamente nella primavera del 1998, fui costretto a vivere assieme a mio cugino in un vecchio appartamento del centro di una graziosa cittadina toscana. Non ci andavo per nulla d’accordo e d’altra parte la poca stima che nutrivo per lui era ampiamente ricambiata. Al di là del generale cattivo ricordo che nutro di quella esperienza, c’è però un motivo preciso per cui ogni tanto penso che valga la pena rivalutare all’interno della mia memoria quei 4 mesi e mezzo trascorsi abitando nella stessa casa con una persona con la quale, in genere, non mi sarebbe piaciuto condividere neppure un sandwich con prosciutto e formaggio: mio cugino aveva un fiammante Nintendo 64 con una dozzina di giochi a corredo custoditi nella sua camera da letto, e poiché avevamo differenti finestre temporali di impegni durante il giorno capitava sempre che, quando il pomeriggio io rincasavo, egli fosse invece solito uscire per andare al lavoro e far poi ritorno a notte inoltrata.
In altre parole, durante quei mesi mi capitò di avere dozzine e dozzine di ore a disposizione per sedermi davanti a quella magnifica console gustandomi in totale silenzio alcuni tra i migliori capolavori del periodo videoludico, da Golden Eye a Mario 64, da Ocarina Of Time a… Star Fox 64 (in Europa chiamato Lylat Wars).
Star Fox 64. Che emozione immensa la prima volta che infilai il cartridge nella bocca rettangolare dell’N64. Avevo amato alla follia Star Wing sul mio vecchio Super Nintendo, e mangiato con gli occhi i centinaia di screenshots del remake per il “mostro a 64 bit di Nintendo” di tale capolavoro che i vari magazine di videogames pubblicizzavano durante quei mesi. Perso nei dettagliatissimi mondi poligonali ricreati dalla console, era facile dimenticarmi del fatto che stavo fondamentalmente giocando allo stesso titolo di qualche anno fa, semplicemente in un’altra veste. Ai miei occhi di allora, lo spazio che sfrecciava attorno alle ali dell’astronave del protagonista pareva semplicemente immenso nella sua bellezza.

State per scoprire quanto è importante padroneggiare la manovra del “Barrel Roll” il più velocemente possibile…
Sono cosciente del fatto che, visto invece con le pupille del giocatore quindicenne contemporaneo, (o quelli del recensore medio di 1UP, che poi è la stessa cosa), quel titolo si sarebbe potuto piuttosto descrivere come un semplice shooter tridimensionale di ambientazione fantascientifica e dagli scenari di gioco costretti all’interno di “corridoi” più o meno vasti, sufficientemente caratterizzati però da riuscire a trasmettere una sana sensazione di libertà di movimento al proprio interno. Nel 1998 tuttavia, Star Fox 64 era uno dei migliori shoot’em up che fossero mai stati concepiti, e l’ennesima dimostrazione del gigantesco volume di talento che distanziava gli sviluppatori di Nintendo dal resto dell’industria videoludica.
Rimettersi quindi oggi ai comandi dell’Arwing di Fox McLoud e ripercorrere tutte quelle emozioni sul doppio schermo di un Nintendo 3DS, in nuova versione del videogame opportunamente potenziata nel comparto grafico e sonoro al fine di poterne (anche) giustificare il prezzo pieno di vendita, è qualcosa di tanto più bello e significativo quanto più si sia in grado di comprendere il peso e l’importanza storica del prodotto in questione. Ovvero, come sempre accade per i remake, avere un numero sufficiente di anni sulle spalle per ricordare il titolo originale, aiuta moltissimo ad amare il lavoro che Miyamoto, Imamura e Kondo hanno profuso per riproporre nel 2011 un concept datato teoricamente ormai di più di 14 anni.
Distanze siderali

Uno dei primi boss di fine livello che incontrerete… Non è così difficile, a patto che memorizziate rapidamente la sua sequenza di attacchi.
Se penso a cosa distingua nella sostanza un semplice “bel gioco” da un “classico”, ho pochi dubbi che la prima risposta in proposito che mi venga in mente è: “se posso giocarci dopo più di una decade e divertirmi con esso come se fosse un prodotto nuovo di zecca, quello è un classico”. Star Fox 64 è un classico, perché la sua architettura di gameplay fatta di azione adrenalinica, schivate di asteroidi e laser nemici all’ultimo istante, divertenti boss di fine livello e percorsi multipli sulla mappa di gioco, regge senza batter ciglio il peso dell’età intrinseca del titolo. Una cosa che avevo dimenticato dell’originale e che ho poi riscoperto con piacere acquistando la versione (giapponese) per 3DS qualche settimana fa, è che in Star Fox è anche presente una storia a tratti persino coinvolgente. L’antefatto degli eventi ripercorsi dal videogame narra di un sistema galattico chiamato Lylat, che sta per essere minacciato da una guerra di vaste proporzioni. Uno scienziato pazzoide originario del pianeta Corneria, tale Doctor Andross, decide infatti di impadronirsi ed utilizzare un enorme numero di armi biologiche sulla superficie del proprio Satellite, causando la quasi totale devastazione di ogni forma di vita presente. Condannato per il proprio terrificante crimine, Andross viene esiliato per ordine delle forze militari comandate dal Generale Pepper sul remoto pianeta Venom. Dopo qualche tempo di relativa calma, tuttavia, giungono proprio da Venom notizie di una improvvisa e sospetta attività di natura probabilmente bellicosa.
Corneria decide perciò di inviare per un’ispezione un team di piloti da combattimento mercenari chiamato “Star Fox”, composto dal capitano James McCloud, Peppi Hare e Pigma Dengar. Proprio Dengar, una volta giunti su Venom, si rivela essere un traditore in combutta con Andross, pronto a vendere la vita dei compagni di squadra per assicurarsi un posto di alto comando tra le fila del potentissimo esercito di cui lo scienzato si sta progressivamente dotando. Grazie al sacrificio estremo di James McCloud, Peppi riesce a fuggire dall’agguato di Dengar e a tornare su Corneria per avvertire Pepper del pericolo imminente.
Star Fox 64 ha inizio qualche anno dopo i fatti sin qui narrati. Le armate del folle Andross hanno ormai raggiunto un potere e una consistenza tale da rappresentare una forza impossibile da fronteggiare per il solo esercito di Corneria. Il Generale Pepper decide quindi di affidare le sorti della battaglia al nuovo team Star Fox, ricostruito dopo la disfatta degli anni precedenti. A capo della squadriglia di mercenari c’è ora il promettente Fox McCloud, figlio del defunto James, che combatte assieme ai fidati compagni Falco Lombardi, Slippy Toad e al vecchio collega di James, Peppi Hare, costui motivato almeno quanto Fox ad annientare una volta per tutte Andross e vendicare così il proprio amico. Molte sorprese aspettano lo Star Fox durante le battaglie che lo porteranno alla sconfitta del nemico, compresi gli scontri con il traditore Dengar e con l’abilissima squadra di mercenari dello Star Wolf, vera nemesi della squadriglia Star Fox.
Meglio fermarsi qui, comunque. Non vorrei svelare dettagli e retroscena di una storia che va invece scoperta (o ri-scoperta, per i giocatori d’annata) livello dopo livello.
“Do a Barrel Roll!” …Che diavolo è un Barrel Roll??!

Signori, la squadra Star Fox in tutto il suo splendore. Da sinistra: Falco Lombardi, Fox McCloud, Peppi Hare e Slippy Toad!
Dal punto di vista del gameplay, Star Fox 3D non è cambiato di una virgola rispetto all’originale. Il giocatore affronta una serie di livelli di difficoltà progressiva e dalle ambientazioni Sci-Fi estremamente variegate, con praticamente sempre un boss ad attenderlo alla fine di ogni stage. Proprio sui boss va spesa una buona parola: sono tutti molto diversi tra loro e richiedono ognuno strategie di combattimento specifiche al fine di poter essere superati. Da questo punto di vista, il gioco raggiunge benissimo l’obbiettivo di trasmettere quelle sensazioni che si potevano facilmente sperimentare un tempo di fronte ad un buon coin-op da sala giochi calibrato su livelli di difficoltà medio-alti. Ah, già, dimenticavo di dire che il leit-motiv delle meccaniche di Star Fox è basato su principi tipici dell’hardcore gaming di un tempo: prontezza di riflessi, pazienza e perseveranza; non che esso sia difficilissimo, affatto, ma mettersi al comando dell’Arwing di McCloud (o del tank LandMaster in alcune missioni) non è sempre un compito facile per chi non abbia troppa dimestichezza con un pad… Così, giusto per dire.
Pilotare l’Arwing è poi ora ancora più facile di quanto non fosse originariamente: si possono usare 2 distinti schemi di comando, uno ricalcato sulla mappatura dei tasti del controller dell’N64, un altro invece studiato appositamente per sfruttare il giroscopio interno del 3DS; preferisco onestamente il secondo, anche perché una volta spesi i primi 10 minuti per prendere confidenza con le varie manovre di evasione dagli attacchi nemici (i mitici “Barrel Roll” e la manovra Immelman che vi salveranno la pelle in tante occasioni e vi consentiranno di porvi in situazione di contrattacco), è difficile, almeno personalmente, tornare all’impostazione classica.
Ad aiutarvi nelle varie missioni interspaziali ci saranno tanto i vostri compagni di squadriglia, pilotati dalla CPU, che una serie di power-up disseminati qui e lì per gli stage o lasciati cadere dalle astronavi nemiche una volta distrutte: si va dalle “smart bomb”, che esplodono a contatto con i mezzi avversari, ai potenziamenti multipli per il laser dell’Arwing; ricordate infatti che tenendo premuto il tasto di fuoco principale, il cannone della vostra astronave sarà in grado di caricare fasci energetici tanto più potenti quanti più power-up abbiate raccolto fino a quel momento. La potenza del laser può essere incrementata per un massimo di tre volte il suo livello di base ma ovviamente, come in ogni videogame old-school che si rispetti, se il giocatore perde una vita in combattimento egli ricomincerà con un’astronave “denudata” di tutti i vari potenziamenti. Esistono anche degli anelli d’oro collezionabili lungo i livelli, i quali hanno il compito di ripristinare l’energia dell’Arwing, oppure, con un po’ di fortuna, potreste trovare delle rare vite aggiuntive nascoste dietro qualche relitto stellare o asteroide…

Una delle cose più belle di Star Fox 64 3D è l’estrema varietà degli scenari. Si passa dallo spazio profondo alla superficie di pianeti ricolmi di territori montagnosi, oceani…o di lava, come in questo caso.
Tenente anche presente che man mano che incassate danni a causa degli assalti avversari, il caccia Arwing può letteralmente iniziare a perdere i pezzi, inibendovi persino l’uso del cannone principale. L’unica speranza a quel punto è raccogliere un “wing repair”, un oggetto che, come da nome, ripristina la funzionalità offensiva del mezzo. L’astronave del buon McCloud non è l’unico mezzo a soffrire dei dardi nemici; anche Peppy, Falco e Slippy verranno spesso infastiditi e inseguiti da pattuglie di alieni ostili e sarà compito vostro proteggerli ed eliminare i loro opponenti. Tanto più ritardate nel distruggere le code di alieni che sparano sui vostri compagni, tanto più questi ultimi subiranno danni meccanici ai propri mezzi. Se tali danni superano una certa soglia, i vari membri del team Star Fox saranno costretti uno dopo l’altro ad abbandonare la battaglia per fuggire verso l’astronave madre Great Fox al fine di ricevere assistenza e manutenzione. Il lato più seccante della faccenda, è che in tale modo essi saranno fuori combattimento per l’intera durata dello stage successivo, lasciandovi in ulteriore minoranza numerica sui nemici, oltre che privi delle specifiche peculiarità “professionali” di ognuno di essi: Slippy è infatti solitamente in grado di analizzare la pericolosità dei vari boss di fine livello, mostrandovi la loro energia a schermo, Peppy vi avverte dei pericoli che vi aspettano innanzi e vi suggerisce delle efficaci tecniche di combattimento, mentre Falco è utilissimo nell’individuazione di scorciatoie e nuovi bivi all’interno della mappa di gioco.
A tal proposito, in Star Fox 64 esistono un totale di 25 livelli, ma non è così semplice poterli affrontare tutti. In pieno rispetto della tradizione “sbloccamento alla Super Mario Bros”, il giocatore disporrà di una mappa aerea della galassia di Lylat tramite la quale scegliere di volta in volta in quale settore o pianeta recarsi. Ora, le possibili biforcazioni di tali percorsi (due o a volte tre) dipendono dalla percentuale di completamento del livello affrontato immediatamente prima, o se volete dalla “bravura” mostrata dal giocatore. A volte è necessario recuperare un certo oggetto o distruggere uno specifico mini-boss di ogni stage per potersi poi ritrovare aperti almeno un paio di nuovi bivi sulla mappa. Procedere per percorsi multipli non è poi qualcosa di fine a se stesso: ci sono diversi momenti chiave della storia o incontri contestuali con gli antagonisti principali che possono accadere solo aprendo varchi verso determinati passaggi della mappa. Potete pensarlo come un serio incentivo per rigiocare Star Fox anche dopo averlo finito. In fondo, il piacere di tale opera per il vero appassionato consiste anche nel poter capire o vedere cose -durante il procedere dell’avventura- che alla maggior parte degli altri giocatori potrebbe sfuggire, o forse semplicemente non interessare.
Non solo. Nel videogame esistono altre interessanti trovate studiate per motivare l’utente a non abbandonare l’universo di Star Fox dopo aver concluso la campagna single-player. Esplorando i vari settori di Lylat, distruggendo i propri nemici e raccogliendo bonus a destra e manca, si viene ricompensati di volta in volta con un certo numero di medaglie le quali misurano sostanzialmente il livello di abilità del giocatore mostrato in battaglia. Le medaglie collezionate sbloccano ad un certo punto sia dei livelli di difficoltà maggiori con i quali ricimentarsi in single-player, sia interessanti “extras” come l’utilizzo del caro armato LandMaster in nuovi stage o persino nella possibilità di utilizzare i piloti dello Star Fox Team come soldati di terra (!!!) in modalità multiplayer.

Non so cosa siano quei “cosi” li davanti, ma vi assicuro che vi divertirete come bambini a fare lo slalom lì in mezzo!
Il multiplayer, appunto. Nella versione 3DS di Star Fox, ritroviamo sostanzialmente lo stesso sistema di gioco per più utenti già visto sul Nintendo 64: fino a quattro persone, connesse localmente (ovvero niente multiplayer remoto), possono sfidarsi su diverse mappe ricavate dalle ambientazioni della modalità storia.
Non che tale feature sia un elemento fondamentale del valore del prodotto, ma è comunque interessante sapere che, qualora foste interessati, potreste divertirvi con tre altri amici sfidandovi in tre distinte modalità come la “Battle Royale”, nel quale l’ultimo giocatore rimasto vivo in una arena può dichiarare vittoria, “Point Match”, dove lo scopo è eliminare quante più volte possibile uno specifico nemico fino al raggiungimento di una soglia numerica di kill, o il classico “Time Trial” a punti.
Silver Wings
Non commettete l’errore di pensare che, da possessori di 3DS, possa eventualmente valer la pena comprare Star Fox 64 3D solo in “chiave nostalgica”; sarebbe un ragionamento semplicemente sciocco. Il valore di Star Fox 64 non è qualcosa di relativo al suo solo essere un remake ottimamente riuscito ed aggiornato tecnologicamente ai tempi, ma piuttosto è qualcosa di misurabile in senso assoluto. Star Fox 64 è, dopo 14 anni, un bellissimo shoot’em up tridimensionale nonché un vero e proprio testamento di un particolare tipo di scuola del game design che non conosce vecchiaia o usura alcuna.
Il lavoro di restyling grafico dell’opera, passato dalle spigolose strutture poligonali del Nintendo 64 ad un mondo 3D estremamente più fluido, dettagliato e sgargiante grazie alla potenza del 3DS, è stato curato dal gruppo Q-Games, sviluppatore interno di Nintendo. A differenza di chi è solito dire che “giocare agli originali è sempre meglio”, io credo invece che ci siano ben pochi dubbi sul fatto che QUESTA versione di Star Fox 64 sia la migliore incarnazione possibile dell’opera. L’universo immaginifico di una guerra galattica condotta da animali antropomorfi ideata da Miyamoto molti anni fa e ispirata alle atmosfere della serie televisiva Thunder Birds e a Star Wars, rivive oggi sul doppio schermo del 3DS arricchita di un bellissimo effetto di profondità tridimensionale di campo (che è comunque disattivabile per coloro a cui ciò dovesse procurare problemi visivi), sonoro in Dolby Surround con relativo remix degli ottimi temi musicali di Koji Kondo, una fitta sequenza di dialoghi in battaglia tra i membri dello Star Fox Team ed in generale una eccellente pulizia tecnica che nasconde sapientemente ogni parvenza di “antichità” di alcuni dettagli nelle meccaniche del concept di base.
Se avete un 3DS o se pianificate di comprarne uno, Star Fox 64 3D deve necessariamente essere aggiunto alla vostra lista dei titoli da portarvi sempre dietro. Oltretutto, osservare la faccia traboccante di invidia e stupore del vostro vicino di posto su un treno, costui intento a guardarvi mentre sfrecciate tra asteroidi e nebulose a bordo dell’Arwing laddove egli è costretto -spinto dall’inedia- per l’ennesima volta a ricominciare Angry Birds sul proprio iPhone, non ha prezzo, credetemi…







stima profonda per tutto l’articolo, in particolare per la frase conclusiva che mi coglie molto “da vicino”
Grazie Loris!!
Recensione magnifica, sopratutto la parte finale. Mitico l’autore e, sopratutto, mitico Starfox! Senza dubbio questo è l’episodio migliore, seppur sarebbero state gradite una modalità cooperativa della storia e lo Starwing originale, magari sbloccato a fine gioco
Ma sai che ci speravo anche io nella faccenda dello Starwing originale??
Anche per questo non vedevo l’ora di (ri)finire Star Fox il più presto possibile…
Comunque grazie per i complimenti, e complimenti anche a te per il tuo megamanxitalia.webs.com e la tua insana passione per Megaman! Non è molto facile trovare in Italia videogiocatori così attaccati a quella gloriosa serie di Inafune.
Scrivo un commento dopo quasi un anno semplicemente perchè solo da pochi giorni ho preso Starfox 64 3d, non era il caso per me pagarlo a prezzo pieno visto che lo conosco a memoria a memoria dal lontano 1997( infatti in pochissime ore di goco ho gia finito tutto il finibile senza MAI perdere una vita).
Prima di tutto complimenti per la recensione, più che altro perchè per una volta fa piacere leggere che hai veramente “vissuto” i migliori anni dei videogiochi (snes e N64) e sai cosa dici, per quanto mi riguarda una persona appassionata di videogiochi che suo malgrado non ha vissuto “in diretta” gli anni del NES, SNES, N64 (e non c’è retrogaming che tenga, vivere quei capolavori sul momento è l’unico modo per capirne la grandezza) non dovrebbe fare recensioni…..ma vabbè.
Parliamo finalmente di questo Starfox 64 3d
Condivido praticamente tutto quello che hai scritto ma su una cosa proprio non posso essere daccordo….il fatto che questo remake sia superiore all’originale su N64, questo remake mi ha fatto la stessa impressione di quello di Zelda OOT, e cioè che nonostante i miglioramenti grafici il paragone non può assolutamente essere fatto, gli originali sono TROPPO superiori,
Prima di tutto bisogna mettere in conto che l’originale si giocava su una home console con tutti i conseguenti vantaggi, schermo piu grande, il miglior joypad della storia (e miglior analogico) senza contare che nel caso specifico di Starfox 64 si parla di una grande innovazione: è stato il primo gioco per console a fruttare il rumble pack (la vibrazione) e chi come me ha comprato l’edizione limitata giapponese per non aspettare 5-6 mesi può capire (e ricordare) le sensazioni che questa feature regalava nel lontano 1997 (per poi diventare l’ennesima cosa “scontata” in tutte le console….come sempre Nintendo è stata la prima).
Parlando di grafica poi è vero che il miglioramento è evidente ma secondo me era molto più impressionente vederlo girare su N64 15 anni fa piuttosto che oggi giorno su un 3ds anche perchè nonostante i miglioramenti secondo me a livello di realismo e coinvolgimento rimane cmq superiore la prima edizione, i colori ad esempio erano molto più realistici (nonostante starfox non punti assolutamente al realismo) e la bassa risoluzione di allora (cmq ammortizzata egrediamente dall’ottimo antialiasing del N64) aiutava a “nascondere” i limiti grafici, un esempio: nel settore Y dove le enormi navi nemiche compaiono a “pochi” metri da noi, un migliore uso dei colori unito alla minor risoluzione nascondevano quasi totalmente questo limite, oggi su 3ds tra colori sgargianti e pulizia grafica alle stelle (che non sempre è un bene) questo “difetto” è palese e da non poco fastidio, poi ci sono casi in cui addirittura abbiamo una resa assolutamente superiore su N64 ad esempio il pianeta di lava (di cui mi sfugge il nome) godeva su N64 di effetti ben più riusciti e convincenti.
Se a questo aggingiamo frequenti scatti e rallentamenti che su N64 non si vedevano MAI si capisce come per chi come me ha giocato e rigiocato per anni l’originale, questo remake ha un solo valore nostalgico e personalmente l’ho comprato solo per poterlo giocare senza dover tirare sempre fuori il caro N64 jap, certo i pregi non mancano…il 3d rende davvero bene (anche se è improponibile usando i comandi a sensori che infatti secondo me erano evitabili) e alcuni riflessi di liquidi e superfici metalliche lasciano a bocca aperta, ma in generale la versione N64 è superiore in tutto, non sono uno di quelli che pensa “l’originale è sempre meglio” ma in questo caso (e nel caso di Zelda OOT) non c’è davvero paragone. se avete ancora il N64 attaccato alla tv rimettete pure l’originale se invece vi siete persi questo capolavoro e vi piace il collezionismo e il retrogaming comprate un N64 per pochi euro online e oltre a questo potrete gustarvi i migliori giochi della storia: Super Mario 64, Zelda OOT e Majora’s mask, Wave race, 1080° snowboarding, 007 goldeneye, Perfect dark, i 3 Turok e molti molti altri, tutti giochi enormemente superiori a quelli di oggi.
Un saluto ^_-