Gli ex lavoratori degli ormai defunti Guildford Studios di Codemasters, stanno ricevendo delle lettere dalla compagnia britannica nelle quali si vedono richiedere la restituzione di parte della buona uscita ricevuta qualche settimana fa dopo la chiusura dello sviluppatore, a causa di un “errori contabili” del dipartimento finanziario dell’azienda madre.
Alcuni membri del personale precedentemente impiegato negli uffici responsabili della creazione dell’FPS Bodycount, hanno comunicato al sito Gamasutra.com che il mese successivo alla liquidazione dello studio (liquidazione causata proprio dalle scarse vendite del gioco) Codemasters ha iniziato a richiedere la restituzione di ciò che viene definito nelle lettere un “sovrappiù dovuto ad uno sbaglio nei calcoli dell’ultima busta paga dei lavoratori”.
La lettera termina con delle minacce di azioni legali nei confronti degli ex sviluppatori qualora essi rifiutino la rapida restituzione del denaro “in eccesso”. Alcuni dei lavoratori dei Guildford Studios avevano originariamente considerato i soldi extra di liquidazione trovati nell’ultima busta paga come una sorta di “scusa” da parte della compagnia per l’altissimo (e illegale) volume di ore di straordinario richiesto a tutti gli artisti e i programmatori durante gli ultimi mesi di lavorazione di Bodycount, e per il quale il lavoratori erano stati fino a quel momento solo parzialmente ricompensati.
Uno di essi, Semi Essessi, aveva pubblicato qualche giorno fa un resoconto piuttosto impietoso su quelle che erano le condizioni lavorative all’interno della software house, denunciando sistematiche violazioni della Direttiva Europea sulle regole dell’orario di lavoro. Essessi sostiene che lui e gli altri dipendenti non lavorassero mai per meno di 13 ore al giorno e che in alcuni casi nessuno era in grado di ricevere una singola giornata di 24 ore riposo nell’arco della settimana. Uno snapshot pubblicato sul sito di Essessi e raffigurante il cedolino di registrazione del tempo di lavoro, mostra che egli ha prestato 83 ore di servizio in un periodo di 5 giorni lavorativi, senza per questo mai ricevere compensi extra per i suoi straordinari.
Codemasters non ha fino ad ora risposto a nessuno degli inviti di confronto pubblico sulla storia di Essessi, ma solo inviato una nota ufficiale al sito britannico Eurogamer nella quale non si fa alcun riferimento specifico alle denunce dell’ex dipendente, e nel quale l’azienda ripudia in ogni caso le accuse di violazione delle leggi europee e inglesi sulla tutela dei diritti del lavoratore.
Da parte sua, Essessi ha accettato nel frattempo di restituire a Codemasters i soldi che la compagnia afferma di aver distribuito per errore, pur dicendosi assolutamente convinto di voler continuare la propria campagna informativa “per mettere in luce il comportamento del tutto irragionevole di Codemasters nella gestione dei Guildford Studios e della loro chiusura”.
fonte: http://gamasutra.com/view/news/39696/Codemasters_demands_money_from_laid_off_employees.php