David Jaffe, un percorso formativo da God of War al nuovo Twisted Metal

David Jaffe, il game designer americano ideatore di God of War e Twisted Metal

La carriera del game designer David Jaffe ha subito molteplici svolte nel corso degli ultimi anni. Dopo essersi affermato presso il grande pubblico a partire dal 2005 con la saga di God of War, egli si è successivamente dedicato ad una produzione per PSP chiamata Heartland, gioco definito dal suo autore una “esperienza di gameplay mirata all’evocazione di profonde emozioni” e che tuttavia non vide mai la luce.

Ora Jaffe fa il suo ritorno ufficiale sulla scena videoludica con una nuova iterazione per PS3 del vecchio classico degli anni ’90 Twisted Metal; un gioco di furiosi combattimenti tra automezzi che fa della propria atmosfera grottesca e volutamente esagerata nei toni della propria componente action, uno dei suoi punti di forza.

Ma cosa ha imparato il game designer americano dalla parabola professionale degli ultimi anni? “Una grande lezione”, risponde Jaffe ai microfoni di Gamasutra; “Ho compreso meglio la natura del linguaggio dei videogiochi e soprattutto cosa li renda così speciali e divertenti”.

God of War potrà anche essere stato un grande successo commerciale, ma secondo il suo ideatore esso “non comunicava con il medium videoludico attraverso quel rispetto, quella potenza creativa, e con quella intenzionalità con cui io, per lo meno, avrei voluto rapportarmi al medium stesso. Ad ogni modo, dopo aver sentito questa mia idea al riguardo di ciò che ho fatto in passato, un mucchio di gente si è convinta che io ora starei cercando di darmi alla produzione di giochi per piattaforme alternative come iOS e magari di genere più astratto come Tetris… non è affatto così. Piuttosto, ciò che ho interiorizzato nel corso del tempo è che non ho nessuna intenzione in futuro di realizzare dei videogiochi che somiglino troppo a dei film, e che mi interessano invece delle esperienze che offrano efficacemente quella potenza creativa e quel rispetto propri del linguaggio dell’interattività.

Dopo che l’introduzione del CD-Rom ha permesso di iniziare a inserire nei videogiochi tonnellate di sequenze cinematiche, in molti hanno preso ad usare tale opportunità talvolta per trasformare erroneamente il videogame in una estensione interattiva della cinematografia. Io personalmente non ho alcuna intenzione di creare dei giochi-film, ma solo dei grandi giochi”, sostiene Jaffe.

In che modo quindi Twisted Metal si inserisce in tale visione?

Così l’artista americano: “Twisted Metal è un titolo agli antipodi di ciò che si può comunemente trovare oggi nella game industry; alcuni potrebbero considerarlo ad una prima occhiata addirittura ‘una mossa nella direzione sbagliata’, per via del suo impianto tipicamente old school. In effetti tale presentazione è stata in parte intenzionale e in parte accidentale… credo che ci siamo resi conto della esatta natura di Twisted Metal dopo aver visto quanto tattica, strategica, corposa e avvincente fosse la sua componente multiplayer. C’è in altre parole in Twisted Metal molto, ma molto di più da vedere e capire rispetto a ciò che salta all’occhio dai primi minuti di gameplay. E’ un titolo concepito per essere  -a suo modo – intrigante e stimolare le scelte dell’utente”.

 

fonte: http://www.gamasutra.com/view/news/40097/David_Jaffe_Twisted_Metal_is_meant_to_engage_your_brain.php

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Informazioni su Daniele Mancuso

Responsabile editoriale di UnlimitedAmmo