Prima di incominciare la mia rubrica, oggi vorrei “in primis” scusarmi con i lettori per il ritardo. PLAY, Comrades sarebbe dovuto andare online ieri ma per motivi lavorativi sono stato costretto a rimandare.
Le consegne pressanti per altri lavori, a volte, non riesco a gestirle come si deve. Ma spero che non ricapiti più!
Bene, detto questo, possiamo incominciare. Oggi voglio parlare di Battlefield, l’eterno rivale del più blasonato Call f Duty. Da amante degli FPS, sono sempre stato storicamente dalla parte della creatura EA per due motivi. Il primo, perché ha sempre cercato di innovarsi, migliorando il proprio engine e il proprio gameplay, portando ventate di novità nel genere (vedi “Corsa” e “Conquista” come modalità principali).
Il secondo, semplicemente, perché personalmente mi sento di appoggiare di più la politica di Electronic Arts rispetto a quella di Activision: sarà solo una mia impressione, ma mi sembrano meno arroganti e amano investire nel cambiamento progressivo e nella crescita qualitativa delle loro IP.
E’ quindi con una certa amarezza che mi ritrovo qui ad ammettere che, a questo giro di posta, mi sono ritrovato a preferire nel novembre scorso il pur classico e immutabile Call of Duty a Battlefield 3, essendo stato quest’ultimo (per me) una mezza delusione.
Troppo realismo, a mio avviso, la mira pesante e difficile da gestire, i pochi colpi necessari per essere uccisi e i mezzi, che a volte richiedono un vero e proprio studio sul come utilizzarli efficacemente, non mi hanno convinto più di tanto.
In Battlefield: Bad Company 2 ricordo che ero diventato un giocatore di discreta bravura. Nel terzo capitolo, invece, faccio proprio schifo.
Dopo mezz’ora di gioco finisco sempre con 4 “kill” effettuate e 18 morti subìte. Videoludicamente parlando, non la trovo gestibile come cosa. Per non parlare poi della quantità di tempo necessaria per livellare il proprio arsenale. Non ho 9 ore al giorno di tempo libero a disposizione per giocare, quindi mi sa che quest’anno, Battlefield 3 resterà a prendere la polvere sullo scaffale della libreria e basta.
Un altro dettaglio che mi ha dato non poco sui nervi è quello relativo al funzionamento dei fucili a pompa. E’ possibile che con un M870 a pallini (quindi con il colpo che si apre a rosa), da 20 metri ammazzi un giocatore avversario? Secondo me, no. Anche l’USAS 12 è potentissimo. Così potente che a oggi non è stato dotato ancora di un “nerf” apposito, e che i DICE hanno forse iniziato a porsi il problema specifico solo adesso, dopo 3 mesi dall’uscita del videogame. No, mi spiace, non è possibile giocare così. Preferisco passare il mio tempo a fare degli hadoken in stanza di allenamento con il mio fido Ryu di Street Fighter.
Ma allora, direte voi, dopo tutte queste parole degne di un amante abbandonato dalla sua Fiamma di vecchia data, perché dedicare un poster proprio a Battlefield?!
Beh, la verità è che il poster che vi propongo oggi è stato il primo di tutti a essere concepito, il capostipite che poi ha dato il via a tutto il mio progetto di creazione dei 20 posters totali di cui è composta la “prima stagione” di PLAY Comrades!. Quando ho iniziato a lavorarci su, mi ricordo della difficoltà di dover gestire con Photoshop i livelli e i vettori per ricalcare a dovere la mia bozza a matita. Ci ho messo circa 3 giorni per farlo, perché era la prima volta; per comparazione, gli ultimi poster li ho completati in meno di 6 ore (sezione a matita esclusa). Questo significa che, come sempre, anche la tecnica si può affinare e perfezionare senza quasi un limite. Sono sicuro che se continuassi a fare poster, tempo un paio di mesi e riuscirei a scendere sotto le 4 ore…
I colori che ho usato sono tutti sul grigio e l’azzurro. Questo perché come gioco, Battlefield 3 utilizza abbondantemente tali cromie nella rappresentazione di tutti i veicoli pesanti e dei paesaggi più o meno sconfinati delle mappe. Mi sembrava un buon insieme. La frase significa, letteralmente “Non mi serve alcun dio, solo il mio M870”. Come frase ci sta, siccome basta davvero poco per farsi ammazzare online.
Infatti, l’unico problema legato all’M870 è quando non lo sto imbracciando io, ma il mio nemico, che magari è anche bravo…
Anche per questa settimana, il nostro appuntamento finisce qui! Restate con noi, perché anche stavolta PLAY, Comrades! vi ha insegnato che non siamo perfetti, ma umani e ritardatari come tutti quanti voi: il ritardo fa parte del bello della diretta! Un saluto e a lunedì prossimo, sempre qua, sulle pagine di Unlimited Ammo!

Link per il download dei poster; fare clic con il tasto destro del mouse e selezionare “salva con nome”: