
Tim Schafer, director dei Double Fine
Solo ieri la software house Double Fine aveva istituito un fondo specifico per raccogliere i soldi necessari all’auto-finanziamento del suo prossimo progetto, un’avventura grafica nel più classico stile “point and click”. L’obbiettivo iniziale del fondo era quello del raggiungimento della soglia di 400 mila dollari, ma nel giro di appena una giornata è stata invece raggiunta l’impressionante somma di 1 milione e 210 mila dollari, somma tutt’ora in crescita.
Fino a questa mattina sono state 32.466 persone a donare soldi per il progetto dei Double Fine; tra esse spiccano anche i nomi di celebri sviluppatori e colleghi di Tim Schafer come l’autore di Minecraft Markus Persson, Mike Acton degli Insomniac, l’attrice Felicia Day e la produttrice Amy Hennig in forza ai Naughty Dog.
Dal proprio canale Twitter, Schafer si definisce giustamente più che entusiasta del risultato, rimarcando che si tratta probabilmente di un caso unico nella storia dell’industria videoludica, sia per il numero dei donatori che hanno contribuito al fondo che per la velocità di raggiungimento del risultato prefisso.
Sulla pagina del sito dell’iniziativa “Kikstarter”, i Double Fine informano che l’intero surplus sui 400 mila dollari inizialmente richiesti verrà implementato per aggiungere al gioco numerose features e rifiniture della qualità del prodotto finale.
Così scrive Schafer al pubblico che sta aiutando concretamente la nascita del nuovo videogame: “Siete fantastici ragazzi! Ma non è ancora finita! Il numero di donazioni continua a crescere e sembra che la nostra iniziativa stia creando un precedente importante nell’industria, ben oltre quello che era nostra intenzione generare. Tutti i soldi in più raccolti, si materializzeranno in maggiori features del gioco, nell’uscita su molte più piattaforme e in più linguaggi di localizzazione, in una soundtrack più corposa e un doppiaggio completo dei personaggi, oltre che un documentario sulla nascita del progetto”.
Non è rimasto cieco a quanto sta accadendo in queste ore l’organismo britannico dell’UKIE (l’associazione dei produttori di videogiochi del Regno Unito), che ha definito l’iniziativa dei Double Fine come esempio di ”crowdfunding” che potrebbe concretamente aiutare molti sviluppatori nella concentrazione delle risorse necessarie per la lavorazione dei propri nuovi titoli, laddove oggi molte software house faticano drammaticamente a trovare sul mercato dei publisher disposti a finanziare nuove IP o titoli giudicati “rischiosi” in termini di ritorni di profitto. Il crowdfunding è tra l’altro attualmente (e tristemente) vietato dalle leggi della Gran Bretagna…
Il progetto “Kickstarter” dei Double Fine resterà attivo fino al 13 marzo prossimo, e se il trend di donazioni dovesse continuare, alla fine la software house potrebbe raggiungere somme sufficienti per la realizzazione di un “mini AAA game”. E noi speriamo proprio in questo!
fonte: http://www.gamesindustry.biz/articles/2012-02-10-double-fines-kickstarter-makes-a-million-in-a-day






ma poi chi ha donato riceve un pari sconto sull’acquisto del gioco? O ci prende qualcosa sotto forma di royalty?
Altro commento che mi viene da fare: Questi rsultati eclatanti si sono raggitunti grazie al nome pesante di Tim Schafer. Se decidessi io di cercare fondi in questa maniera per produrmi un videogame, allora tra un mese potrei permettermi al massimo una cenetta in un mcdonald. Purtroppo c’è sempre bisogno di una solida base di denaro per dimostrare dipoter fare qualcosa per poi raccogliere fondi a spese di potenziali acquirenti.
Ciao Kerneg!
Ma se ne vale la pena noi la si compra di sicuro!
In effetti è abbastanza facile smuovere la coscienza e il portafogli di colleghi e videogiocatori quando hai un nome importante; d’altra parte Schafer è uno che la sua reputazione se la è ampiamente meritata, quindi sono personalmente contento che si stia godendo questo “momento di gloria”.
Se proprio volessimo essere pragamatici, potremmo dire che il successo di un’iniziativa del genere mostra in modo chiaro che c’è qualcosa di marcio nell’industria videoludica: se infatti un veterano con il curriculum del signore qui sopra è costretto ad affidarsi alla “carità” degli internauti per avere la possibilità di realizzare un determinato progetto inedito, vuol dire che i principali publisher della game industry sono diventati davvero una banda di cravattari aguzzini, che non spendono un euro per produrre qualcosa che non sia l’ennesimo sequel di una saga ben affermata, o una qualche “commercialata” concepita appositamente per il prurito del pubblico di massa, e quindi dal sicurissimo ritorno economico.
Comunque, no, non credo che la nuova avventura “punta e clicca” dei Double Fine ce la regaleranno
Ah, per il tuo fondo di finanziamento del “Kerneg Game”, se mi dai il numero di conto corrente su cui effettuare le donazioni, ti regalo subito un milione di corone della Svervegia Orientale, così mi fai qualcosa di meglio di Call Of Duty… Vero che me lo fai?
Per fare qualcosa di meglio di call of duty basta fare un videogame qualsiasi…
Comunque sono d’accordo con te che ormai l’industria videoludica sia in una situazione di stallo, in cui i publisher non hanno nessuna voglia di impegnarsi in qualcosa di nuovo. Ma esiste anche un’altra realtà, dall’altra parte del joypad: anche i videogiocatori non sono avvezzi a ventate di novità. Ma guarda quanto rompono i coglioni con la storia di FF XIII (uno e due) o con resident evil. La sola cosa che sanno dire è: ma perchè non ci danno final fantasy VII o perchè non rifanno i vecchi resident Evil. Poi, il bello è che se ripropongono i vecchi videogames in un remake ecco che si ergono a paladini dell’innovazione.
Non sopporto questo atteggiamento, e se l’industria del videogioco è impantanata in questa situazione quanto mai incresciosa di immobilità creativa è dovuto anche al nostro atteggiamento conservatore e poco accontentabile (nostro in senso lato).
Per finire: sì, se il gioco di shafer è fico, sarà sicuramente nostro!
Ti quoto dalla prima all’ultima parola, Dottore