Salve a tutti! Con l’uscita di Street Fighter x Tekken, posso finalmente dedicarmi con passione ad un gioco come raramente mi è capitato nella vita. Sono sempre stato un fan sfegatato del picchiaduro di casa Capcom e devo ammetere che, dato lo spessore dei personaggi e il loro carisma, non mi sorprendo di questa mia devozione. Combattenti incredibili come il marziale Ryu, il misterioso Guy e il cattivo convertitosi sulla “Strada di Damasco”, Sagat. Quest’ultimo crossover, il quale ha fuso nel già più che colorito mondo “capcomiano” anche i protagonisti di Tekken, mi ha fatto scoprire migliaia di cose nuove. Ad esempio, tanti dettagli del design dei personaggi del gioco di Namco, da sempre caratterizzato da un ambiente completamente 3D e le cui peculiarità mi erano sempre sfuggite.
Purtroppo, a mio avviso, in un picchiaduro in 3D la resa delle animazioni non è spettacolare o visivamente incisiva come in una controparte bidimensionale, e anche Tekken non è mai stato esule da tale problema. Nonostante siano passati molti anni da quello che considero un capitolo leggendario della serie, il terzo, ho continuato a percepire anche nelle ultimissime iterazioni di Tekken delle movenze piuttosto legnose dei personaggi. Peccato, perché in se e per se tale fighting game ne ha eccome di potenzialità.
Per fortuna, penso quindi io, Capcom ha preso in mano le redini della direzione artistica per questo attesissimo crossover optando per la rappresentazione grafica in “2D e mezzo”, come quella di Street Fighter IV, donando una vera e propria nuova vita anche ai tanti combattenti dell’universo Namco. La nuova incarnazione bidimensionale dona a tutto un aspetto di grande fascino e una dinamica dell’azione fluida e naturale. Niente “dash” che fanno ruotare i personaggi, niente pugni con braccia immobili e niente accovacciamenti con baricentri in avanti.
E forse proprio grazie a questo, sì, lo ammetto: mi sto appassionando al clan Mishima, alle avventure di Paul, Hwoarang e King. Questo capitolo sarà giocato e rigiocato all’infinito in casa momogoto e da tutti quelli che fanno parte del mio staff (vicini di casa, amici, mandatari per grafiche e nerds vari).
Venendo al poster di oggi, ho scelto di rappresentare un personaggio che secondo me è uno dei più “cool” in assoluto della rosa di combattenti dell’universo Capcom (chiedo venia, fan integralisti di Tekken), una sorta di Bruce Lee virtuale: sto parlando di Fei Long. Attore anche lui, che combatte a suon di Kung Fu. Fantastico e vario come personaggio, durante il torneo EVO dell’anno scorso ha fatto vincere al suo giocatore, Fuudo, il titolo di campione del mondo… O era Fuudo che ha vinto per sua propria bravura, usando Fei Long?…mmmm…
Personaggio sicuramente impegnativo da usare e molto “tecnico” nel repertorio di mosse, che riesce a scatenare una pioggia di danni se messo nelle mani giuste. Io sono uno di quegli utilizzatori di Fei Long nella categoria “vorrei tanto ma non ci riesco”, soprattutto perché, parlando di Street Fighter e di giochi di combattimento più in generale, credo che la strada che ho davanti e che porta all’olimpo dei giocatori padroni del metodo e della tecnica, sia ancora molto lunga. Ma non mi perdo d’animo e continuo a subire sconfitte con il sorriso sulle labbra e la consapevolezza che sto progressivamente migliorandomi.
Dicevo, Fei Long è un personaggio eccezionale, peccato solo che in Street Fighter X Tekken non sia stato inserito nel roster. Scelta che fatico molto a capire, anche perché dall’altra parte, sul fronte Tekken, hanno in compenso messo tale Marshall Law, che è sempre un emulo di Bruce Lee, però con dei baffi molto anni ’70 e che stando al profilo biografico gestisce pure un ristorante.
Fa nulla, ci penso io a rendere omaggio a Fei Long! I colori del poster di oggi sono stati ispirati semplicemente miscelando il colore della pelle di Fei con la bandiera cinese. Ciò ha portato all’utilizzo di un arancione delicato e non troppo invasivo. L’espressione “Wha Chaaaa!!!” è quella che Fei Long proferisce al termine di ogni vittoria sull’avversario. Lo sfondo con il “rising sun”, che uso e abuso spesso e volentieri, mi sembrava perfetto. La posa è stata presa quando entra sul ring e, con l’arroganza tipica di un maestro di Kung Fu in un film di Serie B di Hong Kong, innervosisce l’avversario. Questo poster è stato l’ultimo della collezione ad essere fatto, ma per motivi che vi saranno noti lunedì prossimo, ho optato per metterlo come penultimo. Il posto d’onore spetta a un altro personaggio del mondo dei videogames, con il quale vorrei concludere in bellezza questi mesi di propaganda videoludica. Spero siate pronti per concludere con il botto questa prima serie di manifesti! Un saluto a tutti quanti e ricordatevi sempre che PLAY, Comrades! è la rubrica che non può insegnarvi le arti marziali, ma che conosce un sacco di nomi esotici che fanno molto figo… tipo Fei Long!

Link per il download dei poster; fare clic con il tasto destro del mouse e selezionare “salva con nome”:






