Nintendo ha appena rilasciato i dati relativi all’andamento finanziario della compagnia nell’anno fiscale 2011, concluso il 31 marzo scorso. Il produttore kyotese ha confermato le precedenti previsioni di forte perdita per gli ultimi 12 mesi, pari a 43 miliardi di yen (328,7 milioni di sterline) di passivo netto, a dispetto delle vendite di 647 miliardi di yen (4,9 miliardi di sterline) in hardware e software.
Va detto che il volume totale delle vendite, per quanto positivo, è comunque inferiore del 36,2% a quanto totalizzato lo scorso anno. Per comparazione, nel marzo del 2011 Nintendo aveva presentato un attivo di 1,01 trilioni di yen di entrate e profitti netti per 77,6 miliardi di yen, (pur rappresentando questi numeri un decremento rispettivamente del 29,3% e 66,1% sui rispettivi dati del 2010).
Nell’anno appena trascorso, 13, 53 milioni di 3DS sono stati venduti in tutto il mondo, di cui 5 milioni in Giappone. Un trend natalizio inferiore alle aspettative ha tuttavia rallentato il recupero delle perdite derivate dal commercialmente mediocre debutto della portatile nel febbraio del 2011.
Per il software, 36 milioni di videogiochi per 3DS sono stati venduti nel 2011 in tutto il mondo, con diversi titoli third-party a guidare la classifica dei prodotti più popolari per la console, assieme alle “bandiere” Mario Kart 7 e Super Mario 3D Land.
Nonostante il chiaro declino, continua in qualche modo a vendere decentemente la home console Wii, che nei 12 mesi conclusi il 31 marzo scorso è stato piazzato in 9,34 milioni di unita in tutto il mondo, e per il quale – sempre nel 2011 – 102,37 milioni di videogiochi sono stati venduti.
La vera “bestia nera” che grava sui bilanci in rosso di Nintendo, ad ogni modo, è la stessa che ha duramente colpito Sony nel 2011 (e in generale l’intera industria nipponica): la combinazione derivante da uno yen estremamente forte sui mercati stranieri e una contemporanea depressione globale dell’economia ha danneggiato sensibilmente le capacità di export delle aziende Hi-Tech giapponesi. Nel proprio bilancio, Nintendo calcola non meno di 27,7 miliardi di yen di perdite provenienti dallo sfavorevole tasso di cambio. Il dato è ancora più significativo se si considera che il 77,1% dell’intero business di Nintendo ha luogo al di fuori del Giappone. Di contro, va rilevato che la percentuale più alta di incremento nelle vendite quest’anno è stata realizzata proprio sul mercato casalingo, ciò riflettendo verosimilmente l’ottimo andamento attuale del 3DS e del relativo indotto.
Nel 2011 , il 22.9% delle entrate della compagnia è provenuto dal mercato nipponico (l’anno precedente era stato il 16,6%). Gli USA hanno invece contribuito di meno, con il 38,8% (contro il 45,5% del 2010), mentre resta stabile l’apporto del continente europeo, che rappresenta il 33,6% delle entrate di Nintendo (era il 32,5% nel 2010).
Complessivamente, a dispetto dei dati fiscali che formalizzano il primo anno di passivo della compagnia dopo non meno di 30 anni, Nintendo confida fortemente nel ritorno del segno positivo sui bilanci per il 2012 in corso: previsti nei prossimi 12 mesi il 26% di incrementi nelle vendite (pari a 820 miliardi di yen) e profitti per 20 miliardi di yen. Parte del miglioramento della tendenza commerciale deriverebbe dall’aumento dell’efficienza industriale nella costruzione del 3DS (cosa che dovrebbe portare Nintendo a vendere la console in profitto entro i prossimi 6 mesi).
Per il software, un enorme contributo dovrebbe provenire da New Super Mario Bros. 2, Animal Crossing e dal nuovo capitolo della serie Brain Age. Ovviamente, molto potrebbe anche succedere in autunno dopo l’introduzione del Wii-U, che Nintendo conta di introdurre contemporaneamente in tutte le principali regioni probabilmente a novembre.
fonte: http://www.gamesindustry.biz/articles/2012-04-26-nintendo-records-first-annual-loss-of-USD531m





