
Peter Molyneux
I videogames ad altissimo budget prodotti dai grandi publisher non spariranno dal mercato né sul breve termine, né in futuro, affermano con convinzione il game designer Peter Molyneux e il presidente onorario di Eidos, Ian Livingstone.
Durante il question time tenutosi in una sessione del comitato British Academy Videogames Award (BAFTA), i due veterani dell’industria hanno concordato sul fatto che lo sviluppo dei “colossal” videoludici continuerà a caratterizzare il modus operandi di quella porzione di software house dotata di sufficienti capitali e risorse per imbarcarsi nella creazione di questi prodotti; ciò che cambierà, invece, è il modo in cui il pubblico recepirà i videogiochi.
Così Livingstone sull’argomento: “I prodotti ‘Tripla-A’ non spariranno mai dalla circolazione, perché sono e continueranno ad essere quelli che guidano il consumo globale in termini di valore di produzione, investimenti e Ricerca e Sviluppo. La questione è piuttosto il modo in cui le console di prossima generazione riusciranno a sopravvivere nel tempo [data la veloce mutazione dei modelli di business alla base della realizzazione di videogames]. Ci saranno ancora le console dopo il prossimo ciclo di hardware? Probabilmente no, e tutti i videogiochi saranno forse fruibili direttamente dalla propria TV per mezzo di altri sistemi”.
Anche il fondatore dello studio 22 Cans nonché precedente creative director dei Microsoft Games Studios Europe, Peter Molyneux, sostiene l’impossibilità di un mercato videoludico senza i “tripla-A”; semmai, dice Molyneux, diminuirà sostanzialmente il numero di titoli di fascia alta in grado di soddisfare le aspettative tecnologiche e di “spettacolarità” attese dal pubblico.
“No, i ‘tripla-A’ non svaniranno nel nulla”, afferma Molineux. “Ci sono alcune interessanti ricerche che mostrano come alcuni publisher siano sempre più ossessionati dalla ricezione critica dei propri giochi e dai ‘metascore’ da essi ricevuti. Probabilmente il prolungarsi di tale tendenza genererà una sempre maggiore diminuzione del numero complessivo dei titoli immessi sul mercato. Penso ad esempio al fatto che all’E3 di quest’anno sono stati presentati circa 500 giochi, mentre alla stessa fiera del 2011 i titoli annunciati erano stati quasi 1000. Non mi sorprenderei affatto se nell’edizione 2013 arrivassimo a vedere non più di 100 giochi”
D’accordo sulla questione dei prodotti ad altissimo budget è anche il co-fondatore di Mediatonic, Dave Bailey, che vede in futuro il progressivo allargamento della tendenza alla produzione dei “tripla-A” nell’ambito dei sempre più performanti smartphones e tablets che invaderanno il mercato: “Credo che i giochi che richiedono grandi investimenti si muoveranno progressivamente su piattaforme per le quali esiste un potenziale grande pubblico di consumatori, ovvero i dispositivi portatili, i quali sono oggi solo ad uno stadio iniziale del loro sviluppo. Inoltre, non è pensabile che all’improvviso noi tutti si smetta di desiderare contenuti di grande qualità tecnologica…”.
fonte: http://www.develop-online.net/news/41092/Triple-A-games-arent-going-anywhere





