RECENSIONE 3DS/DS – Devil Survivor Overclocked

Devil Survivor Overclocked
8
Sviluppatore:
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Una settimana da Demoni.

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, ovvero (videoludicamente parlando) un sacco di tempo fa, tra le infinite varianti giapponesi di successo della serie RPG occidentale in prima persona Wizardry, vide la luce -solo in estremo oriente- un prodotto poggiante su delle ambientazioni contemporanee della metropoli nipponica ma anche su una mitologia visionaria ricavata dalla ipotetica lotta del genere umano contro una potente stirpe di demoni d’oltremondo, giunti sulla terra a causa dell’apertura di un varco spazio-temporale.

Il destino, ma anche l’eccentricità della trama e la grande cura dei particolari infusa nella produzione, vollero che quel videogame, chiamato Digital Devil Story: Megami Tensei, avesse così tanto successo in patria da generare nel tempo un’intera saga costruita su un canovaccio narrativo comune, ma diramatasi in almeno tre o quatto serie parallele ognuna dotata di proprie peculiarità di gameplay, vicende contestuali e protagonisti dotati di abilità uniche e personalità riconoscibili.

Credo che molti appassionati della serie Megami Tensei converranno che le rivoluzioni maggiori del franchise, al livello di meccaniche di gioco, siano avvenute con l’introduzione degli episodi denominati Persona, di cui il quarto capitolo per Playstation 2 (ora in rifacimento per PS Vita) ha rappresentato probabilmente la punta più alta nello sviluppo delle ispirazioni alla base del progetto. Non è questa la sede per ripercorrere la lunga concatenazione di elementi che hanno nel tempo modificato ed evoluto Megami Tensei da vecchio RPG in prima persona fino a qualcosa che somiglia in tutto e per tutto ad un gioco di ruolo strategico in terza persona, ma che grazie al suo complesso tatticismo e alle sue coinvolgenti architetture narrative è in realtà molto di più. Fatto sta, in ogni caso, che l’attuale punto di arrivo della ventennale serie è un riuscitissimo “melting pot” di tutto ciò con cui la storia dei Devil Summoner ha arricchito se stessa nel corso di numerose iterazioni tecnologiche.

Questo Devil Survivor Overclocked ,di Atlus, è un titolo all’interno del quale i combattimenti a turni rimangono certamente il cuore pulsante del videogioco, ma che come tutti gli episodi delle varie serie Megami Tensei è caratterizzato da una storia estremamente godibile e raccontata attraverso le tipiche tecniche e suggestioni della visual novel in salsa nipponica. Le vicende hanno luogo nell’arco di una settimana all’interno della moderna Tokyo; la vita dei tre studenti liceali Atsuro Kihara, un giovane e bravo  hacker, l’ansiosa  Yuzu Tanikawa ed un eroe a cui saremo noi a dover dare un nome e cognome e che sarà il nostro alter ego nel gioco, viene sconvolta nel momento in cui essi entrano in possesso di un misterioso computer portatile denominato COMP (che somiglia in tutto e per tutto ad un Nintendo DS!), dato loro dallo psicotico cugino del protagonista, tale Naoya. I tre ragazzi scoprono che, per una qualche ragione che sfugge ad ogni regola alla base del continuum spazio-temporale, il COMP risulta essere una specie di dispositivo in grado di ricevere messaggi dal futuro: sul suo schermo cominciano infatti a materializzarsi ora dopo ora delle email scritte da qualcuno che sembra conoscere benissimo i tre protagonisti e che spiega con esattezza cosa sta per accadere nella loro città nel susseguirsi dei giorni.

Non è bello scoprire che hai un orologio sulla testa che scandisce le ore che ti restano da vivere… In compenso è un problema che ha tutta Tokyo, quindi perché disperare?

Contemporaneamente, Tokyo assiste all’improvvisa invasione di creature demoniache di origine sconosciuta, che seminano terrore e morte in ogni quartiere della metropoli e che costringono le forze di autodifesa della Nazione a dichiarare immediatamente lo stato di emergenza con relativa quarantena assoluta dei suoi abitanti. Nel panico più totale generato dagli eventi e nel tentativo di sopravvivere in un modo o nell’altro all’assalto dei demoni, il protagonista, Yuzu e Atsuro scoprono anche che il COMP fornisce loro la possibilità di controllare ed evocare mostri della stessa specie di quelli che stanno devastando la città. Un’altra scoperta, tutt’altro che piacevole, è che i ragazzi sono in grado di vedere ora su se stessi e sulle altre persone una sorta di orologio che conta il numero di giorni che li separa dalla propria morte. Improvvisamente, la preoccupazione maggiore di ognuno dei protagonisti sarà di volta in volta capire come riuscire a spostare in avanti le lancette di questo contatore mortale, in attesa di scoprire un modo per uscire definitivamente dall’incubo nel quale il ritrovamento del dannato COMP li ha scagliati.

Un aspetto molto interessante della storia di Devil Survivor è costituito dalle innumerevoli diramazioni narrative che è possibile intraprendere semplicemente conducendo delle discussioni con i propri compagni e decidendo di rispondere in maniera differente alle loro domande, così come visitare in un certo ordine piuttosto che un altro le diverse location nelle quali l’avventura ha luogo, tra le grandi aree di Shibuya, Shinjuku e Roppongi. A differenza di molti giochi di ruolo in cui la presenza delle scelte multiple nei dialoghi o negli spostamenti fornisce solo un’apparente libertà di iniziativa del giocatore nei confronti della storia, in Devil Survivor il complesso sistema di ramificazioni delle proprie azioni potrà generare fino a ben 6 finali differenti, oltre che alla possibilità di assistere a numerosissime divagazioni narrative nello sviluppo degli eventi di gioco che aiutano in maniera determinante a costruire un quadro più chiaro delle situazioni affrontate. E’ questa se vogliamo anche una delle cose più belle di sempre dei videogame della serie Megami Tensei, il cui svolgimento si affida al tipo di ideologia e allineamento morale che il giocatore intende esercitare con il proprio alter ego. Nessuno  dei “percorsi” della storia è chiaro o scontato fin da subito, ed esistono per questo tantissimi motivi per riaffrontare il gioco più volte anche dopo averlo finito, ed essere sopravvissuti alla terribile settimana di Tokyo.

Il domatore di demoni 

Ve lo dico prima, questo Kaido è poco raccomandabile… o forse no? Tutti i personaggi umani del gioco in un modo o nell’altro possono tornare utili alla nostra sopravvivenza!

Come in ogni buon Strategic RPG, le meccaniche di Devil Survivor Overclocked sono basate principalmente sulla elaborazione tattica preventiva sia del party dei propri personaggi che delle strategie di combattimento più efficaci per annientare il nemico. Ci sono però in questo gioco diversi aspetti che rendono tali meccaniche a loro modo uniche rispetto a tantissimi altri titoli, e sono esattamente quegli aspetti di gameplay “cresciuti” e affinati nel tempo in tutti gli altri episodi dei franchise Megami Tensei.

Esposto in termini pratici, iniziamo dicendo che il giocatore può arrivare a controllare in combattimento fino a quattro squadre di protagonisti, ogni squadra composta da un leader “umano” e da non più di due unità demoniache di supporto. Tali unità, che sono poi i vari mostri che i protagonisti riescono di volta in volta a domare o acquisire all’interno delle proprie pattuglie dopo gli scontri in giro per la città, sono dotate di  7 abilità programmabili a testa: 3 di queste abilità influiscono sulle caratteristiche di attacco dell’unità, altre 3 sui vari aspetti relativi agli health point a disposizione e dei parametri riconducibili al “tuning” fisico e magico, mentre la settima abilità identifica in maniera specifica delle potenzialità che dipendono dalla razza della creatura in questione, sia esso un demone o un umano. All’inizio di ogni battaglia, al giocatore viene data la possibilità di organizzare il proprio gruppo di combattimento scegliendo quali creature -tra quelle possedute- posizionare sul campo di battaglia; quest’ultimo è sostanzialmente uno scenario isometrico suddiviso in griglie che mostrano esattamente il raggio di azione e movimento di ogni personaggio sotto il proprio controllo così come di ogni opponente. Durante i combattimenti, ovvio, le proprie squadre guadagnano punti esperienza e aumentano di livello, oltre ad entrare progressivamente in possesso di nuove caratteristiche magiche e di attacco.

Oltre al protagonista, Yuzu e Atsuro, altri ragazzi si uniranno al gruppo di Demon Summoners nel corso dell’avventura, ma chi sopravviverà o meno dipende dal vostro comportamento nel gioco…

Ora, una delle parti più interessanti del sistema di gestione dei personaggi e soprattutto delle creature dell’oltremondo in Megami Tensei, è sempre stato quello relativo al modo in cui le proprie unità possono acquisire nuovi poteri in battaglia o migliorare quelli di cui sono già in possesso. Oltre al canonico sistema di avanzamento delle skill tramite l’aumento del livello di esperienza e in seguito all’aver sconfitto una precisa sequenza e tipologia di nemici, va menzionato il peculiare meccanismo di “fusione” di due creature, per generarne così una terza che non è semplicemente dotata di una sommatoria di abilità delle due componenti, ma in taluni casi di vere e proprie nuove feature offensive. Esistono letteralmente CENTINAIA di combinazioni possibili nell’amalgama di due demoni differenti, e vi ci potrebbero voler mesi prima di riuscire a vederle tutte.

Un altro modo per aggiungere demoni rari alla vostra collezione, è partecipare alle aste elettroniche che di tanto in tanto il diabolico dispositivo COMP vi metterà a disposizione: in questa sorta di mini-sessioni “a la Ebay”, potrete entrare in possesso di nuovi mostri e,  con un po’ di fortuna, “scovare” anche fino a 24 nuove creature rarissime non disponibili altrimenti nel gioco.

Imparare nuove abilità comunque, non è prerogativa dei soli demoni; tale possibilità riguarda anche i personaggi umani che possono imparare, o meglio letteralmente rubare, i poteri dei nemici d’oltremondo tramite il meccanismo dello “Skill Cracking”: lo Skill Cracking richiede che il giocatore specifichi all’inizio di ogni battaglia esattamente su quale skill e su quale mostro intende focalizzare i propri tentativi di acquisizione, ed anche con quale dei propri team a disposizione egli intenda compiere l’intero processo.

La struttura dei menu di combattimento è piuttosto tradizionale rispetto agli altri capitoli della saga Megami Tensei. I giocatori di lunga data della serie si abitueranno immediatamente.

Come capite, la cosa richiede molta strategia e pianificazione soprattutto ai livelli più avanzati, nei quali potrebbe essere necessario organizzare i propri gruppi in base a specifici pattern e tattiche di difesa e attacco per raggiungere il proprio scopo. Una volta che una certa abilità sia stata “rubata” in combattimento, comunque, il giocatore è libero di riassegnarla a piacimento ad ogni membro della propria squadra, seppur nel numero di uno solo alla volta. Va da se che più si procede verso il cuore del gioco, più la la sfida e il livello di difficoltà presentato dai vari nemici richiederà spesso di fare del buon “grinding” per l’acquisizione di quante più abilità possibili, in preparazione di alcuni mostri molto, molto coriacei che ci attendono verso gli ultimi giorni di apocalisse tokyese.

Tra un turno e un altro, ogni personaggio giocante ha la possibilità di svolgere determinate azioni “extra”, come evocare nuovi demoni nella propria squadra (sostituendo magari quelli messi fuori combattimento dagli avversari), lanciare magie dagli effetti migliorativi o negativi su se stesso o sugli altri personaggi, o anche curarsi. Esistono poi altri ulteriori aspetti tattici da considerare nell’approccio alla battaglia, come il fatto che è possibile guadagnare dei bonus di iniziativa e la precedenza in attacco assaltando i propri nemici alle spalle o ai lati (ma attenzione, anche voi potreste subire la stessa sorte!), ed anche il fatto che combattere gli avversari con tecniche e magie che si avvantaggiano delle loro debolezze elementali da diritto a dei turni extra in battaglia.

Va detto che non tutti gli scontri richiedono necessariamente la sconfitta di ogni nemico vi si pari di fronte: esiste ad esempio il caso in cui potete decidere che è meglio concentrare i vostri attacchi sul “leader” del gruppo avversario; in tal modo, sconfitto il boss della pattuglia opponente gli altri demoni si dilegueranno decretando la vostra vittoria (ma al prezzo di farvi ricevere anche meno esperienza alla fine dello scontro). D’altra parte capiteranno missioni nelle quali lo scopo è difendere qualche povero innocente attaccato dai mostri, e sarà proprio la sua protezione ad ogni costo in nostro obbiettivo in battaglia.

Durante i combattimenti con i demoni, la visuale diventa in prima persona… con un palese effetto “Dragon Quest”. Giocare per credere!

Overclocked

Da una certa sensazione agrodolce parlare di un gioco come questo, che è così interessante e che meriterebbe di avere un vasto pubblico anche qui in Europa, e d’altra parte dover però concludere che per riuscire a mettere le mani su Devil Survivor Overclocked i videogiocatori del vecchio continente devono necessariamente scegliere tra le alternative di entrare in possesso o un Nintendo 3DS americano (poiché il gioco è disponibile in inglese solo in USA, oltre che in giapponese nella madrepatria) sul quale giocare, o di importare -sempre dal nord America- il videogioco Atlus in versione Nintendo DS, versione disponibile ormai da diversi mesi.

Proprio così. questo ottimo strategic-RPG della saga Shin Megami Tensei non è mai arrivato ufficialmente in Europa, e non si conoscono oltretutto piani di Atlus in questo senso. Se però siete dei veri videogiocatori appassionati di RPG di qualità, non dovreste lasciarvi spaventare da tale dettaglio: Devil Survivor è un titolo che non dovrebbe mancare nella vostra ludoteca personale, per DS o 3DS che sia. Le differenze tra le due versioni oltretutto non sono poi così rilevanti, fatta eccezione ovviamente per un comparto tecnico sensibilmente migliore (come è lecito che sia) sul nuovo handheld Nintendo e per la presenza sul gioco per 3DS di un inedito scenario aggiuntivo della storia chiamato “The 8th day”, che ha luogo alla fine degli eventi ufficiali del titolo originale e che funge da raccordo narrativo tra il primo ed il secondo episodio di Devil Survivor (tra l’altro appena uscito in Giappone).

Personalmente, la differenza tecnica maggiore tra le due versioni credo sia quella riguardante l’audio: la versione 3DS presenta, oltre che una notevole colonna sonora che alterna buoni brani rock ad pezzi ambient pop ed elettronici, una enorme quantità di dialoghi parlati; vista la lunghezza del gioco viene da dire che è davvero impressionante come Atlus sia riuscita a concentrare così tanti dati compressi in un singolo cartridge. L’altra faccia della medaglia sull’audio, purtroppo, è la constatazione della enorme differenza qualitativa nel doppiaggio americano da quello giapponese: mi spiace essere così brutale, ma non riesco a non considerare il lavoro di dubbing della versione occidentale un vero sfacelo, fatto probabilmente con doppiatori adolescenti non esattamente professionisti e le cui prestazioni impallidiscono rispetto alle voci originali giapponesi. Il gioco in versione nipponica, d’altra parte, non è fruibile per la stragrande maggioranza di noi ed è veramente un peccato che il publisher non abbia optato per limitarsi a sottotitolare e localizzare i soli testi dei dialoghi in altre lingue, piuttosto che costringere i giocatori anglofoni ad azzerare l’opzione del parlato nel gioco al fine di evitare di farsi sanguinare le orecchie dopo pochi minuti.

Sono comunque dettagli che non intaccano la sostanza del videogame, che ripeto essere altissima. Se ciò non bastasse, ad impreziosire il tutto c’è l’ottimo character design di Suzuhito Yasuda, già illustratore della stupenda light novel “Durararara!” e il cui stile ho amato personalmente moltissimo, oltre ad una corposa teen-story colma di dialoghi, bivi, colpi di scena e interessanti divagazioni “cross-over” di mitologia nipponica e giudaico-cristiana. Capisco perfettamente che queste ultime due frasi portino con esse il messaggio subliminale: “questo gioco non è esattamente adatto a chiunque”; se tuttavia non vi spaventa un viaggio di 7 giorni virtuali all’interno di un grazioso e “giapponesissimo” strategic-game, speso a combattere e collezionare demoni e ad aiutare tre improbabili eroi a sopravvivere in una Tokyo che sembra uscita da una cartolina per otaku, Devil Survivor Overclocked è il gioco che fa per voi, e le sue 80, 100 ore potenziali di intenso gameplay saranno la migliore ricompensa per la fatica fatta per entrare in possesso del cartridge per 3DS o DS.

In attesa ovviamente che Atlus ci faccia la grazia di ricordarsi dell’esistenza di centinaia di migliaia di appassionati videogamers europei che amano Shin Megami Tensei e che comprerebbero più che volentieri i titoli della saga. Speriamo che la grazia arrivi presto.

Voto: 8/10

Daniele Mancuso

Daniele Mancuso

Responsabile editoriale di UnlimitedAmmo


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