RECENSIONE PS3 – Uncharted 3: L’Inganno di Drake

Uncharted 3: L'Inganno di Drake
9
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C’era bisogno di recensirlo? Secondo me, no. Ma tant’é…

Quei cagnacci della Naughty Dog ce l’hanno fatta. Sono riusciti dove altri hanno sovente fallito: realizzare il terzo capitolo di una saga-culto riuscendo a non deludere i fans (i quali pagano per giocare, quindi sono piuttosto inclini alle critiche) e incassando il consenso della stragrande maggioranza dei reviewers (che sono pagati per giocare, quindi criticano a prescindere).

Stiamo ovviamente parlando di Uncharted 3 – L’Inganno Di Drake, presente dal 2 novembre 2011 negli scaffali dei negozi italiani, un rilascio atteso spasmodicamente da tutti gli amanti della serie che si erano già fatti incantare da video, interviste e immagini diffuse ad arte negli ultimi 12 mesi. Senza contare il rilascio a tempo determinato della modalità multiplayer che, seppure in beta e con poche location a disposizione, aveva fatto ben sperare (e molto sbavare) su quella che sarebbe stata la versione definitiva.

Da fan dichiarato devo ammettere che Uncharted 3 è esattamente come speravo fosse: tecnicamente impeccabile, trama intrigante che quanto a ritmo e colpi di scena non invidia nulla ad un action movie hollywoodiano ad alto budget in cui il protagonista  indossa un cappellaccio e rotea una frusta, sistema di controllo gioco consolidato e familiare, il tutto condito da quel 30% di novità (fra armi, movimenti dei personaggi, innovazioni nella modalità multiplayer, eccetera) che ti stampano in faccia un perdurante sorriso da gatto del Cheshire.

Trama

Irrilevante.

È Uncharted, gente: di cosa volete che parli la storia? Di  un guerriero in armatura che deve sconfiggere un dio-drago per salvare il proprio arretrato paesello di contadini? O forse vi aspettate di dover saltare di piattaforma in piattaforma sbocconcellando funghi a pois e schivando bolidi di fuoco alla disperata ricerca di una principessa rapita? Se c’è qualcuno che pensa che si tratti della storia di un tizio incappucciato che vaga per borghi medioevali assassinando gente a destra e a manca, alzi la mano.

Non vedo nessuno con la mano alzata, quindi siamo tutti d’accordo. Si passa oltre. E comunque, se proprio volete sapere di quali tesori si va a caccia stavolta e perdervi tutta la sorpresa, beh c’è sempre Wikipedia

Aspetto visivo

Come già nei due capitoli precedenti, la nuova avventura di Nathan Drake, l’atletico protagonista del gioco, è caratterizzata da una maniacale attenzione alla resa cinematografica. I movimenti della macchina da presa sono del tutto naturali e non esagerati, a voler simulare le limitazioni tipiche di un ambiente fisico e donando alle inquadrature il sapore della “realtà” che aumenta notevolmente il senso di immedesimazione che avvolge il giocatore. E questa attenzione la troviamo applicata (sorprendentemente!) non solo nelle cutscene, ma anche durante il gioco in tempo reale: il nostro avatar è sì al centro dell’attenzione, ma esattamente come lo sarebbe se stessimo guardando un film dove è l’azione frenetica a ispirare la regia e non viceversa.

La recitazione e i dialoghi sono di alto livello: Nolan North (l’attore che presta corpo e voce a Nathan Drake), e i suoi compagni di motion capture sono davvero “in parte” e trasudano coinvolgimento. La direzione attoriale è intelligente e scrupolosa, in linea con il feeling cinematografico del gioco, sia per ciò che riguarda le scene con molti dialoghi che quelle di combattimento: nessun movimento esagerato, poca teatralità, grande senso di realismo.

Alle informazioni digitali “carpite” dal body acting degli attori in carne ed ossa si aggiunge l’eccellente lavoro degli animatori, che ci regalano convincenti espressioni facciali arricchite da accurati movimenti degli occhi (il primo segreto per trasformare un personaggio digitale in un attore credibile). Senza dimenticare il lavoro fatto per animare le dita delle mani che si muovono in perfetta armonia con il gesticolare degli attori (il secondo segreto).

La fotografia è un vero capolavoro di iperrealismo, pennellando le scene di un’atmosfera tutt’altro che artificiale, disegnando ombre dinamiche sui personaggi e sull’ambiente che li circonda, arrivando a livelli di credibilità mai visti prima. Incredibili le scene ambientate all’interno di una grotta, in cui Nathan e il suo inseparabile compagno di avventure nonché mentore Victor Sullivan si muovono cautamente, guidati dalla fiamma di una torcia: le ombre tremolanti di stalattiti e stalagmiti guizzano da una parte all’altra, creando contrasti di luce e buio di eccezionale realismo.

Con la scenografia, i ragazzi di Naughty Dog hanno veramente superato ogni limite: ogni ambiente è curato nei più piccoli ed infinitesimali dettagli, tanto da farti venir voglia di mollare tutto (manufatti, tesori, armi, compagni d’avventura, trama) e vagare come una vispa Teresa nelle meravigliose aree di gioco, insinuandoti dietro tutti i cespugli, affacciandoti da ogni finestra o parapetto, infilandoti dietro qualsiasi colonna… per paura di perdere qualcosa: un volo di farfalle, i nugoli di insetti sui un cumulo di immondizia, un ramo spezzato, piccioni che si alzano in volo appena ti avvicini, teche contenenti ogni tipo di strano artefatto, armature, bassorilievi, mattoni di un muro crollato, una vettura anni ’20 tutta arrugginita, la vernice scrostata di un vecchio aereo da cargo…

 

 

Non si può non soffermarsi a godere di tanta bellezza! Senza contare poi che in qualunque anfratto si può sempre nascondere un tesoro-bonus da raccogliere ed incrementare il valore del proprio canestro!

 

Musica ed effetti sonori

La colonna sonora di Greg Edmonson è all’altezza delle precedenti composizioni realizzate per accompagnare le gesta di Nathan Drake (a proposito, sapevate che il compositore texano nel 2009 ha vinto ben 5 premi per le musiche di Uncharted 2?) e contribuisce ad aumentare il feeling “hollywoodiano” del gioco.

Il caratteristico quanto epico “Nathan’s Theme” è rafforzato da suggestivi brani etnici (fra cui spiccano “Mind Games” e “The Caravan”) contrappuntati dalla magnifica voce dell’artista iraniana Azam Ali. Vale la pena acquistare/scaricare il doppio CD audio da Amazon.com/iTunes? Si. Punto.

Gli effetti audio sono estremamente curati e realistici, (senza menzionare spari ed esplosioni che, sebbene siano per un 80% mutuati dal capitolo precedente, restano perfettamente in linea con la qualità del gioco) e in taluni punti consentono di cogliere alcune finezze grafiche che rischierebbero di venir non notate: passaggi di aerei, insetti che ronzano sull’immondizia, l’echeggiare di passi nei tunnel sotterranei.

Sebbene il doppiaggio italiano sia di gran livello e Matteo Zanotti continui a fare un buon lavoro sul personaggio di Nathan, non apprezzo molto la scelta di utilizzare il timbro del pur bravo Giovanni Battezzato per Victor Sullivan. Suggerisco pertanto di sperimentare anche l’esperienza di gameplay con le voci originali: la perfetta sincronizzazione dei labiali durante le cutscene riesce a far apprezzare ancor di più l’enorme lavoro fatto dal reparto di animazione della Naughty Dog.

 

Multiplayer

È chiaro come il sole che l’esperienza insegna ed aiuta a migliorare. Quanto appreso con Uncharted 2, in cui per la prima volta Nathan e soci sono stati trasportati nell’insidioso regno del gioco on-line, è stato sicuramente di grande ispirazione per questo terzo episodio.

La dotazione non è niente male, visto che presenta ben nove modalità di gioco multiplayer (sei di queste prevedono solo avversari umani, tre sono da affrontare in cooperativa contro i “bot” controllati dalla PS3) e la possibilità di personalizzare pesantemente il nostro avatar. Se a questo aggiungiamo anche la possibilità di giocare in due con la stessa console (accedendo con due differenti profili PSN), direi che abbiamo il quadro completo dell’offerta.

Fra tutte le modalità ci limitiamo a citare le più gettonate: “Deathmatch a Squadre” (un classico rinnovato dall’opzione di avere sul campo fino a tre squadre, crepi l’avarizia!), “Saccheggio” (praticamente il classico cattura-bandiera), “Obiettivo di Squadra” (in cui si alternano tutte le varie modalità di gioco), “Tutti Contro Tutti” (devo davvero spiegare di che si tratta?).

L’esperienza è sufficientemente fluida in singolo, ma potrebbe presentare qualcosa più di una leggera perdita di framerate nella modalità di gioco a due, molto intrigante e sfiziosa, ma che potrebbe causare un po’ di frustrazione nel player accanito.

Il sistema di raccolta di denaro derivante dall’accumulare uccisioni e vittorie consente di acquistare sempre più elementi di customizzazione del nostro personaggio, dilatando nel tempo la longevità dell’esperienza multiplayer che altrimenti potrebbe – alla lunga – risultare un po’ ripetitiva. Vero è che abbiamo a disposizione undici (dico, undici) location il cui livello di dettaglio è assolutamente incredibile, ma si sa: quando hai sei (dico, sei) mocciosi d’oltreoceano che cercano col mirino la tua testa per beccarsi l’ennesimo bonus-headshot, di tempo per guardarsi intorno non ce n’è mai molto…

 

Considerazioni finali

Il titolo deve necessariamente far parte della collezione di chiunque possieda una PS3. Non ci sono scuse. Non ci sono paragoni.

La trama è complessa e intrigante, ricca di colpi di scena. I personaggi – fra quelli già conosciuti e quelli che incontriamo per la prima volta – sono ben delineati ed hanno ognuno un suo peso specifico nello svolgimento della storia.

La grafica è straordinaria, di altissimo livello, mai scontata e sempre sorprendente.

Il multiplayer è d’impatto, senza dubbio, ma anche se non ce ne fosse traccia, Uncharted 3 andrebbe acquistato lo stesso.

E poi, chi di voi non si sta chiedendo “Ma, alla fine, qual è l’inganno di Drake?”

Voto: 9/10

Raffaele Valensise

Raffaele Valensise

Articolista di UnlimitedAmmo


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